Disco del giorno…e un po’ di me. – Led Zeppelin II

Corso Porta Nuova 11, di fronte ad una delle più congestionate e trafficate fermate d’autobus del Centro di Verona, per tutti la fermata “de Volto San Luca”. E’ interessante la Chiesa di San Luca Evangelista, soprattutto per la cappella-cripta dedicata ai caduti della Prima Guerra Mondiale costruita nel 1919 dopo la fine del conflitto. Comunque li, alla fermata, c’era un negozio a cui ero affezionatissimo: la mitica Nastrodiscoteca 11. Negozio di dischi di proprietà del Sig. Cirillo Frizzera, papà di Enrico, Michele e Barbara e mi perdonerà la mamma Sig.ra Vicenzi di cui non ricordo il nome. Va beh, starete pensando, e quindi? Insomma se mi avete seguito fin qui sapete della passione, smodata, per la musica rock e di conseguenza per i dischi. E sapete anche che il “consolidamento” di questa passione si è concretizzato negli anni delle superiori. Quello che ancora non sapete è che uno dei miei guru musicali all’epoca era proprio il suddetto Frizzera Michele, nome di battaglia “Fritz”, conosciuto sui banchi di scuola dell’Istituto Tecnico per Periti Aziendali e Corrispondenti in Lingue Estere “Luigi Einaudi” di Verona. Grazie al Fritz, e alle dritte di suo fratello maggiore Enrico, la classe tutta (e dei compagni di classe parleremo presto…) acquisiva conoscenze musicali di assoluto spessore: Jethro Tull, Traffic, Rolling Stones, The Band son solo alcuni dei nomi che giravano all’epoca in quella classe li… E in effetti i giovani studenti sono cresciuti bene, ve ne accorgerete…

Ovviamente il negozio della famiglia Frizzera, di fronte al quale passavamo tutti più volte la settimana, divenne anche il posto in cui comprare dischi e cassette, i cd erano ancora lontani. E un pomeriggio di novembre, decisi di fare un ulteriore investimento in musica: entrai in negozio dove mi ero dato appuntamento con Michele e mi feci consigliare un disco dei Led Zeppelin, mitologica band inglese che fra il 1968 e il 1970 rivoluzionò il concetto di Hard Rock dandogli forma compiuta per gli anni a venire e influenzando una enormità di band del periodo e degli anni a venire. Usci dal negozio con due dischi in realtà: Led Zeppelin II, che avrei discretamente consumato nelle settimane a venire e col primo vinile dei Jethro Tull, This was. Altri soldi ben spesi… Ma questa dei Jethro è un’altra storia, e prima o poi…

LED ZEPPELIN II – 1969

Come si evince dal titolo del disco si tratta della seconda prova su vinile del quartetto formato da Robert Plant alla voce, Jimmy Page alla chitarra, John Paul Jones al basso e John Bonham alla batteria. L’esordio dell’anno prima aveva mandato già alcuni segnali, indurendo il tipico stile blues britannico, ma questo disco era, se possibile ancora più hard e la canzone che lo apre Whole Lotta Love rappresenta benissimo il tenore del disco: voce urlata e contorta supportata dalla affilatissima chitarra di Page, mentre le cannonate profuse da basso e batteria, senitre anche l’assolo di Moby Dick per credere, fissano un ritmo forsennato, sguaiato, a tratti volgare. Hard Rock, insomma! Led Zeppelin! Amen!

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