Disco del giorno – Fabrizio De Andrè – Crêuza de mâ

Che Fabrizio De Andrè sia stato un genio della musica e della lettartura è indubbio. Che sia stato un personaggio spesso “contro”, altrettanto. Ma nel 1984, nell’Italia della Milano da bere e del post post disimpegno, presentare un disco in dialetto ligure e pensare di venderlo era, oggettivamente un’idea folle. Assolutamente folle ma in linea con il personaggio, spesso schierato come dicevamo sul lato meno comodo dell’esistenza.

Il disco invece si palesa subito come un successo, sia a livello nazionale, nonostante il dialetto ligure non sia propio fra i più semplici, e soprattutto a livello internazionale; alcuni dei più importanti musicisti della cosiddetta world music, fra cui David Byrne (ex Talking Heads) e Peter Gabriel ne tessono lodi sperticate arrivando a segnalarlo come uno dei dieci album più importanti, a livello internazionale, del ventesimo secolo.

Le tematiche del disco sono il mare ( la crêuza è il viottolo che conduce al mare nelle frastagliate coste liguri) e il viaggio in senso fisico e, soprattutto metafisico. Tutto l’album è permeato di raffinate sonorità mediterranee che ben si sposano con il cantilenate idioma ligure. Un album meraviglioso che merita di essere assaporato e scoperto piano, piano esattamente come si stesse percorrendo un viottolo che dalle pendici delle colline scende al mare e, arrivati, ci si beasse della vista di fronte a noi. Buon Ascolto!

FABRIZIO DE ANDRE’ – CREUZA DE MA – 1984

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