Un libro per pensare. – Pier Vittorio Tondelli – Altri libertini.

Altri Libertini, primo romanzo “a racconti” di Pier Vittorio Tondelli, viene pubblicato da Feltrinelli nel 1980 e ottiene subito un clamoroso successo di pubblico, arriva in corsa alla terza edizione in venti giorni dalla pubblicazione quando il Procuratore generale di l’Aquila ne ordina il sequestro per oscenità e linguaggio blasfemo. La critica lo cataloga come effimero fenomeno di costume, ma il successo soprattutto fra il pubblico più giovane è clamoroso. Il linguaggio utilizzato da Tondelli è indubbiamente forte, sia in seno letterario che visivo, ma rappresenta in toto quello che era il linguaggio di quegli anni ottanta fra i giovani di una certa estrazione sociale rappresentati nel romanzo, linguaggio decisamente lontano dalla visione istituzionale: Tondelli usa il dialetto, il linguaggio del cinema, della musica per rappresentare in maniera assolutamente efficace il mondo giovanile di quegli anni, passata l’onda lunga delle contestazioni, i giovani, o buona parte di essi, subiscono, quasi fisicamente, il riflusso, il disimpegno e una società che potremmo definire del compromesso storico e sempre più proiettata verso la “Milano da bere”.

I libertini di Tondelli quindi altri non sono che tutti quei giovani “contro” questo modello sociale: gli sconfitti, quelli ai margini della società, i “diversi”, quelli che non si conformano all’omologazione. Scrivere un libro con un linguaggio vero, reale, nell’Italia degli anni 80 non era concesso, da qui il sequestro del libro, contrastato da un successo editoriale, soprattutto presso i coetanei di Tondelli (che morirà di AIDS nel 1991), senza precedenti che eleva il libro a vero e proprio oggetto di culto di una generazione. Rileggerlo a distanza di anni, in un mondo che è diverso, ma non troppo, e provare a contestualizzarlo è un esercizio che merita di essere fatto. Io almeno ci ho provato rileggendo il libro proprio in questi giorni. E’stato un tornare ai tempi di Linus (su cui Tondelli ha scritto per anni), del progetto Under 25 che ci ha lasciato in eredità scrittori del calibro di Giuseppe Culicchia e Silvia Ballestra. Un tornare in un’Italia che abbiamo scordato. A torto.

Pier Vittorio Tondelli muore a 36 anni di AIDS passando dal successo al culto, della comunità LGBT, ma non solo. Ergendosi nel panorama letterario italiano come uno degli autori che meglio abbia saputo interpretare la contemporaneità e i suoi, spesso contrastanti sentimenti, Buona lettura!

PIER VITTORIO TONDELLI – ALTRI LIBERTINI

SZ

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