Khalil Gibran – Su gioia e dolore.

Khalil Gibran (1883-1931) è uno dei più noti poeti libanesi, pur avendo vissuto buona parte della sua purtroppo breve vita negli Stati Uniti, ha sempre tenuto un legame viscerale con la sua terra d’origine, cercando di trovare sempre punti di contatto fra la civiltà orientale e quella occidentale.

Le sue poesie sono state tradotte in oltre venti lingue e sono conosciute ben al di là dei confini libanesi. Temi preponderanti nella sua produzione letteraria sono la spiritualità in genera e l’amore spirituale in particolare. 30 anni dopo la sua morte il volume Il Profeta, la sua opera più conosciuta, si affiancò, non senza sorpresa, ai volumi storici della controcultura americana come Sulla strada e I vagabondi del Dharma di Kerouac; gibran divenne il Profeta di quella generazione che voleva “aprire le porte della percezione”.

La poesia di oggi rende perfettamente l’idea della poetica di Gibran: linguaggio formale e visione del mondo filtrata da grande spiritualità. Buona lettura!!

KAHLIL GIBRAN – SU GIOIA E DOLORE

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.


E come può essere altrimenti?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?

Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.

Alcuni di voi dicono: “La gioia è più grande del dolore”, e altri dicono: “No, è più grande il dolore”.
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l’una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.

In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.

SZ

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