Disco del giorno… e un po’ di me. – John Martyn – Solid air (1973)

La prima volta che sentii il nome di John Martyn (nome d’arte di  Iain David McGeachy), fu a scuola, all’inizio degli anni 80, quando il mio amico Michele, parlando di chitarristi mi fece anche il nome di questo cantautore scozzese, dalla voce suadente e dall’arpeggio delicato che nei suoi dischi metteva folk, jazz e rock.

Avere un compagno di classe che ci forniva certe dritte musicali, prelevate direttamente dal negozio in cui passa di tutto, ci ha formato musicalmente e ci ha aperto la mente, facendoci ascoltare davvero di tutto: siamo stati davvero molto fortunati. Era fantastico stare ore a parlare di musica, provando magari a strimpellare sulle chitarre acustiche i pezzi blues del delta del Mississippi. E credetemi, non è nostalgia, sono bei ricordi, gratitudine e affetto per quei meravigliosi momenti passati assieme.

Poi John Martyn, comunqe in generale artista molto sottovalutato, era un po’ sparito dai miei radar fino al 2009 quando avevo appreso la notizia della sua scomparsa, per una polmonite, al termine di una vita piuttosto tormentata, che l’aveva visto anche perdere una gamba. Poi ieri, il Lele, uno della cricca di cui sopra me l’ha riportato in mente: così da ieri sera, SOLID AIR gira sul mio stereo in heavy rotation. Eh già, perchè ho dimenticato di dirvi, ma l’avrete sicuramente capito da soli, che la cricca di cui sopra è ancora bella attiva, sfruttando i social infatti siamo riusciti a rimanere in contatto anche a trentacinque anni dall’esame di maturità. E quando ci ritroviamo, è sempre davvero una gran festa.

Dicevo di SOLID AIR: l’atmosfera e la freschezza del disco sono rimasti intatti anche a quarantasette anni di distanza, l’album è un tributo a Nick Drake, anche lui cantautore dalla vita tormentata, amico fraterno di Martyn che, purtroppo morirà dopo pochi mesi a causa di un’overdose di anti depressivi. E’ uno degli album d’Albione più importanti degli anni ’70: la collaborazione con musicisti jazz, soprattutto il bassista Danny Thompson e l’uso davvero particolare della voce ne fanno davvero un capolavoro. Sono certo che ne resterete ammaliati.

JOHN MARTYN – SOLID AIR (1973)

Per approfondire John Martyn consiglio questi album: BLESS THE WEATHER (1971) e ONE WORLD (1977)

Artisti consigliati: NICK DRAKE, FAIRPORT CONVENTION, JOHN RENBOURN

Buon Ascolto!

SZ

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