Jack Hirschman – In memoriam Ernest Hemingway/In memoria di Ernest Hemingway

Jack Hirschman è un arzillo vecchietto americano, molto amico dell’Italia, cittadino onorario di Baronissi (SA) dal 2008, nonché figura mitologica della contestazione universitaria Americana ai tempi della guerra in Vietnam e non solo. Un poeta “contro”, di quelli che piacciono all’autore e che spesso passano su queste pagine, quelli poco omologati, e che magari come il nostro Jack pagano di tasca propria la coerenza delle loro scelte.

Immaginatelo professore in delle Università simbolo degli USA, UCLA di Los Angeles nel periodo della guerra in Vietnam, poi immaginatelo licenziato dalla stessa università per attività “contrarie agli Stati Uniti d’America” , dopo aver supportato delle manifestazioni di protesta contro la guerra e aver messo a tutti gli studenti destinati all’arruolamento, il voto A (il massimo possibile) per aiutarli a sfuggire alla leva, Ah, dolce America, libera e democratica oggi come allora…

Jack è praticamente ignorato dal mercato culturale statunitense all’epoca, sopravvive con tante, tantissime traduzioni che gli garantiscono un minimo di fondi, fra le quali anche l’antologia In Danger: a Pasolini anthology, dedicata a Pier Paolo Pasolini. Si avvicina ai poeti Beat: Ginsberg, Corso, Kaufmann, Ferlinghetti, ma poi si stacca dal mocimento beat definendolo causticamente “una rivoluzione borghese” e da attivista convinto si avvicina alle posizioni delle Pantere Nere.

Nel frattempo compone più di centoventi poemi lunghi, gli Arcanes, recentemente raccolti in un unico volume da un editore italiano. E’ tuttora prolifico scrittore di poesie, aforismi, saggi e traduzioni. E non manca mai di esporsi direttamente per le cause in cui crede.

Un personaggio decisamente fuori dagli schemi, ma attento a tutti i risvolti del mondo letterario attorno a se, ha prodotto la poesia che presento, come sempre in lingua originale e poi tradotta in italiano, quale memoria di Ernest Hemingway: un racconto, breve, di un viaggio verso chissà dove, un viaggio interrotto da una notizia triste, che lo porta perdersi nel viaggio stesso fino alla fine. Sicuramente il vecchio Ernie, da qualche parte, avrà molto apprezzato. Buona Lettura!

JACK HIRSCHMAN – IN MEMORIAM ERNEST HEMINGWAY

Lightning-runs down the midnight
Dakota sky.

We slept in back of the wagon, feet
stuck out of mosquito netting.

It was hot.


Wyoming in the morning was indian-
red with ax-nose mountains of Shoshone,

chin-cliffs of sediment
piled high and telling of

when mountains fought
each other and
Big Horn narrowed
with clay and silt to 

montana browns and greens. Bucks loping
on hills, wilderness bear,
a great tree growing out of the head
of a moose.

We headed south in Idaho, riding clear
of towns, taking back roads, filling
the back of the wagon with sprigs
and flowers.

Never turned the radio on.
Never read a headline.

We hit California. The newspaper said,
Papa, you were three days dead.

The cities and towns piled up again.
The sun got blinding. She put on dark glasses.

I drove slowly through the streets to the end.


JACK HIRSCHMANN – IN MEMORIA DI ERNEST HEMINGWAY

Sfilze di lampi nella mezzanotte
del cielo del Dakota.

Dormivamo nel retro della macchina, i piedi
che sporgevano dalla zanzariera.

Faceva caldo.

Il Wyoming di mattina era rosso-
indiano con montagne dai nasi aguzzi di Shoshone,

strapiombi di sedimenti
stratificati che raccontano

di quando le montagne lottarono
una contro l’altra e
il Big Horn si restringeva
con l’argilla e il limo
fino

ai marroni e verdi montana. Cervi che saltavano
sulle colline, orsi delle regioni selvatiche,
un grande albero che spuntava dalla testa
di un alce.

Ci dirigevamo verso sud nell’Idaho, evitando
le città, prendendo strade secondarie, riempiendo
il retro della macchina di ramoscelli 
e fiori.

Non accendemmo mai la radio.
Non leggemmo mai un giornale.

Arrivammo in California. Il giornale diceva,
Papà, che eri morto da tre giorni.

Le città e i paesi di nuovo in fila uno dopo l’altro.
Il sole diventò accecante. Lei si mise gli occhiali scuri.

Guidai lentamente lungo le strade fino alla fine.

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