Walt Whitman – La poesia salverà il mondo!

Walt Whitman è uno dei padri della poesia americana. Noto ai più come autore della meravigliosa “O Capitano, mio Capitano” assurta agli onori della cronaca dopo il meraviglioso film “L’attimo fuggente” magistralmente interpretato dal compianto Robin Williams. Ma Walt Whitman è stato ben di più per la poesia. La sua raccolta più famosa “Foglie d’Erba” è un classico della poesia punto di rifermento costante degli appassionati di questo genere letterario. Chi volesse approfondire la conoscenza di questo meraviglioso poeta troverà notevoli quantità di informazioni in rete. Basti sapere, per inquadrare il personaggio, che fra il 1819 e il 1892 essere dichiaratamente democratici e contemporaneamente omosessuali in America non era esattamente una passeggiata e riportare queste posizioni socio politiche sulle poesie non agevolava il riconoscimento di Withman dalla comunità letteraria dell’epoca., coerente con le sue posizioni Walt si meritò riconoscimenti più da morto che da vivo.

La poesia di oggi è una visione diretta, un uomo che osserva la maestosa varietà del mondo naturale, di animali e piante che lì prosperano. Le piante sott’acqua, i loro colori, e le altre creature, catturano la curiosità del poeta, che medita e rimane in silenzio. Omaggio alla bellezza e alla molteplicità della natura, romantica visione del mondo, è anche il ricordo vivo dell’oceano, amato da Whitman e osservato spesso, dalla sua casa di Long Island, New York Una perla in una produzione poetica di altissimo livelo. Buona lettura!

WALT WHITMAN – LA POESIA SALVERA’ IL MONDO

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque

Ritratto di Walt Whitman con sovra impresse le onde del mare

Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.

SZ

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