Disco del giorno… e un po’ di me. – John Hiatt – Bring the family (1987)

Carriera complicata quella del cantautore/chitarrista di Indiapolis: John Hiatt per ritagliarsi un posto nell’olimpo del rock si è fatto un mazzo tanto. Il mio incontro con la sua musica è casuale: un cestone di vinili “forati” a 4.000 Lire e RIDING WITH THE KING (1983) cominciò a girare con discreta frequenza sul mio giradischi. L’agile picking sulla chitarra e i testi diretti, venati di rabbia e malinconia mi affascinarono subito e cominciai ad interessarmi al personaggio.

Nato nel 1952 a Indianapolis, perde in rapida successione il fratello maggiore che si suicida a 21 anni e il padre, Robert, dopo una lunga malattia. John ha 11 anni quando muore il padre , cresce ascoltando il blues e Elvis, poi Dylan e imapara a suonare la chitarra, da autodidatta. Comincia a suonare in svariati locali di Indianapolis per poi trasferirsi a Nashville, dove trova lavoro come autore di brani musicali: è curioso il fatto che, da autodidatta, Hiatt non fosse in grado ne di leggere, ne di scrivere uno spartito musicale,così che dovette registrare tutte le canzoni che scrisse in quel periodo.

Nel 1979 firma per la MCA, ma il successo, nonostante due album, non arriva. Passa alla Geffen che lo licenzia dopo tre dischi assolutamente dignitosi ma ignorati da pubblico e critica. Hiatt, che nel frattempo ha scritto canzoni per un elenco impressionante di autori ( Bob Dylan, Willy DeVille, Linda Ronstadt, Bonnie Raitt, Eric Clapton, B.B. King, Willie Nelson, tanto per citarne alcuni), subisce ancora il suicidio della moglie nel 1985, ma non si rassegna, vince la depressione e nel 1987 pubblica BRING THE FAMILY: è il successo planetario! Supportato da una band che comprende Ry Cooder, Nick Love e Jim Keltner, Hiatt sforna un disco con dieci canzoni liriche e sublimi tra cui spicca Have a little faith in me. L’album suona a metà fra i Creedence Clearwater Revival e i Rolling Stones. La ri-nascita di un autore che con successivi SLOW TURNING e STOLEN MOMENTS confermerà una straordinaria vena creativa che lo piazza di diritto fra i grandi del rock! 4 stelle e mezza, ma molto vicino alle cinque. Non fatevelo scappare!

Classificazione: 4.5 su 5.

JOHN HIATT – BRING THE FAMILY (1987)

Per approfondire: SLOW TURNING (1988), STOLEN MOMENTS (1990)

Artisti: Creedence Clearwater Revival, Rolling Stones, Steve Earle, Dave Alvin, James McMurtry

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