Disco del giorno…e un po’ di me! Traffic – John Barleycorn must die (1970)

Stevie Windwood (Birmingham, 1948) è un personaggio decisamente sui generis: dopo aver mietuto successi a ripetizione con lo Spencer Davis Group, fonda i Traffic e si circonda di talenti poliedrici come Jim Capaldi alla batteria, Dave Mason alla chitarra e Chris Wood ai fiati. Sforna due dischi, MR. FANTASY nel 1967, ebbene si la mitica trasmissione musicale condotta da Carlo Massarini su RaiDue prese il nome da quest’album, e TRAFFIC nel 1968: il primo è uno dei capisaldi della scena psichedelica inglese anni 60, il secondo migliora se possibile il livello inserendo sfumature di black music e altre fonti sonore molto eterogenee dal jazz , ad una sorta di progressive-folk. L’esperienza coi Traffic si interrompe e Windwood si sposta nei Blind Faith, super gruppo formato oltre che dal nostro, dalla chitarra di Eric Clapton e dalla batteria di Ginger Baker oltre che dal basso di Ric Grech, ex Family. Grandi promesse ma risultati scadenti, tanto che dopo circa un anno il super gruppo si scioglie e Windwood decide di usare la vecchia sigla, Traffic e due terzi dei vecchi compagni (esclude Mason) e, pensando seriamente ad un disco solista, confeziona un super capolavoro!

JBMD è la sintesi fra folk, rock e jazz che supera di slancio la forma canzone per proporre un lavoro di una compattezza epocale che omaggia la tradizione, la leggenda di John Barleycorn, risalente al quattrocento, vien rivista e trasportata nei tempi moderni. A proposito della title track credo, con ragionevole dubbio, di aver studiato il testo in seconda superiore durante le lezioni di Inglese della professoressa Claudia Scapini… non ne sono certo ma sono sicuro che qualcuno della Cricca delle superiori mi conforterà in questo… oppure dirà che la mia senilità sta galoppando alla grande! Comunque torniamo al disco che come dicevo è compatto come pochi fra strumentali esaltanti (Glad), funk jazz inconsapevoli (Freedom rider), soul bianco in acido (Stranger to himself) e tempi medi, verdi praterie e brumose brughiere. Una meraviglia da ascoltare, acoltare, ascoltare e ascoltare e ascoltare…. 5 Stelle assolute per un livello di opera che ne i Traffic, ne Stevie Windwood raggiungeranno più! Niente malinconie, hanno dato tantissimo alla musica rock e di questo saremo sempre riconoscenti!

Classificazione: 5 su 5.

TRAFFIC – JOHN BARLEYCORN MUST DIE (1970)

Per approfondire: MR. FANTASY (1967), TRAFFIC (1968)

Artisti: Jethro Tull, Jefferson Airplane, Blind Faith, Cream

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