Le Interviste impossibili: Wolfgang Amadeus Mozart e la musica moderna!

Tornano le esclusive interviste di Out Of Time, oggi intervistiamo un genio assoluto della musica: Wolfgang Amadeus Mozart, che ci ha gentilmente ricevuti a Salisburgo per queste quattro chiacchiere su musica e società. Partiamo dai…

Out of time: Grandissimo piacere conoscerla, Herr Mozart, onorati di poter parlare con lei? Come andiamo?

Wolfgang Amadeus Mozart: un pochino arrugginito e non abituato a questa esposizione mediatica, si dice così, vero…sa io mi sono sempre trovato bene ad esprimermi con la musica… fin da piccolo mi rapportavo meglio scrivendo musica e suonando che a parole.

OOT: eh già , mi sembra abbastanza evidente ma ci dica come era fare musica ai suoi tempi? Lei ha vissuto di musica, che difficoltà incontrava?

WAM: mah, cosa vuole, vivere di musica non era facile allora, così come oggi, poi io ero anche considerato “troppo giovane” e le mie proposte viste sempre come una sorta di gioco. Così mi son dovuto impegnare molto per far passare il mio messaggio musicale, eh si, ho macinato un sacco di chilometri per farmi apprezzare nelle varie corti europee, non c’erano la radio e la televisione come oggi…

OOT: Ma veramente? Un genio precoce come lei che ha fatto fatica a farsi apprezzare? Difficile da immaginare al mondo di oggi…

WAM: Veramente! cioè oggi mi sembra di aver capito che se uno a 10/12 anni sa suonare in maniera compiuta uno strumento, fra talent show, Facebook, Instagram e compagnia social, immediatamente diventa…com’è che dite… virale, giusto? e tutto il mondo lo vede, diventa un soggetto mediatico magari anche sovraesposto, mah… ai miei tempi non era certo così pur essendo io un privilegiato: anni e anni di carrozza e cavalli per far conoscere la mia arte e sempre dal vivo che Autotune non sapevamo neanche esistesse, e non ho ancora ben capito come funziona…

OOT: Sapendo dell’intervista si è informato, vedo…complimenti! ci parli un po’ della SUA musica, per lo più lei viene storicamente descritto come un genio precocissimo, come un precursore e se vuole anche un po’ come una “rockstar” dei suoi tempi. Un po’ come se la sua Salisburgo fosse una sorta di crogiuolo musicale europeo, un po’ una Nashville della musica classica ai tempi…

WAM: La vostra visione è basata su un approccio storicistico e molto, molto contestualizzata. Vivevamo la musica di allora in maniera molto meno “ampia” se mi è concesso, le notizie, le considerazioni, le valutazioni erano molto più lente, così come la comunicazione, così come il distacco sociale fra le classi più abbienti e più vicine al mondo dell’aristocrazia mitteleuropea era palese: la cerchia “virtuosa”, per così dire, era più facile da raggiungere, seppur molto ristretta, e più pronta alla proposta musicale che, almeno da parte mia, era oggettivamente, un po’ avanti rispetto ai tempi. E senza elettronica e computer…

OOT: Beh si è fatto un’idea della musica di oggi? Ha ascoltato qualcosa di contemporaneo prima di affrontare questa intervista?

WAM:Si, si oggi la musica è molto più fruibile di un tempo, dove fondamentalmente ci si esibiva dal vivo: oggi lo streaming, la digitalizzazione permettono di vivere la musica in tempo reale come dite voi … just in time. Bello per carità poi sulla qualità delle proposte direi che se togliamo la parte soggettiva (i gusti sono gusti…) e la guardiamo con oggettività non c’è molto da stare allegri… Tutte le sonorità, o quasi tutte, si rifanno a precisi contesti storici rispetto alla specificità della proposta: il pop suona come quello degli anni 80-90, il rock come quello anni 60-80, il reagge è settoriale, il country stereotipato, il metal, che per certi aspetti ricorda Wagner, è un po’ troppo pesante e mi sembra avviluppato su se stesso, Il folk è quasi scomparso, rap e hip hop imperversano, ma perché funzionino bisogna avere qualcosa da dire e non è facile trovare testi all’altezza dei primi veri rapper….

OOT: Caspita complimenti, si è davvero documentato velocemente e ad ampio raggio, come ci è riuscito?

WAM: Beh, ascoltando: non mi è mai mancato l’orecchio musicale e la predisposizione ad interpretare e capire la musica che mi girava attorno, non ci ho messo neanche molto. In definitiva le note sono sempre 12, il pentagramma è rimasto quello dei miei tempi…si ci sono un po’ di diavolerie elettroniche in più, ma sono solo scena, dai…

OOT: Un giudizio tranciante… poche chances…

WMA: Non è così anzi… la musica può essere buona o cattiva, in termini di qualità e questo vale sia per la musica di oggi che per quella dei miei tempi con una distinzione fondamentale, ai miei tempi era facile individuare gli stili musicali: la distinzione era legata al tempo musicale il valzer, piuttosto che la quadriglia o la mazurca, o alla provenienza , al ceto sociale che determinava la musica, c’era la musica colta e la musica popolare, poco altro. Pochi generi e un livello qualitativo decisamente più alto, percentuale i musicisti di valore erano pochi o erano pochi quelli conosciuti. Anche oggi se io dico Beethoveen, Chopin, Bach sapete immediatamente che mi sto riferendo a grandissimi. Oggi dite Sinatra, Beatles, Rolling Stones, Elvis Presley, Robert Johnson e poi tutti gli altri che una volta non c’erano o non erano conosciuti, mentre oggi tutti possono ambire ad un momento di notorietà, magari effimero, ma tangibile, capisce cosa intendo… Tipo su Out of Time non passa tanta musica mainstream, giusto? Però è il gusto personale dell’autore a definire cosa è mainstream e cosa non lo è, giusto? quindi si torna all distinzione iniziale musica buona e cattiva: e se aumenti in quantità, in proposte, in opportunità non puoi pretendere di mantenere anche una qualità media eccelsa. E’ più chiaro adesso?

OOT: Direi chiarissimo. Bene, grazie per la chiacchierata: ci dice che cosa ascolterà stasera dal suo auditorio privilegiato?

WMA: Fra le tante cose che ho in mente di ascoltare, perché aprire una finestra sulla musica moderna mi è stato molto, molto utile e interessante sono indeciso fra un paio di dischi: 4 di Peter Gabriel e Bitches Brew di Miles Davis… e mi intriga molto Five Leaves Left di Nick Drake… che ne dice?

OOT: Dico che passerà comunque una splendida serata. Grazie delle chiacchiere e a presto.

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