Un libro per pensare.- Storia di una gabbianella…

LUIS SEPULVEDA – STORIA DI UNA GABBIANELLA E DI UN GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE.

Luis Sepulveda (1949-2020) ci ha lasciato poche settimane fa. E’ stato un Uomo che ha vissuto: ha vissuto la libertà, il sogno di Allende, una delle più feroci dittature del SudAmerica, l’esilio, la persecuzione, un nuovo inizio e una fine tragica, ucciso da un virus che, forse, cambierà ancora quel mondo che Luis ha raccontato in punta di penna, affidando a noi lettori i sui sogni più segreti perché come diceva spesso: “I sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti.”

Ho letto molto Sepulveda, l’ho sempre considerato un uomo, nonostante tutto, libero e felice, spesso molto felice, che non ha smesso mai di sperare in un mondo migliore che potesse volare sulle ali dei sogni. E nel leggere la storia di Fortunata e Zorba la felicità e la speranza di Luis si esprimono attraverso concetti semplici, ma basilari che in empatia con il lettore enfatizzano i tre messaggi fondamentali del libro.

Il primo è che noi umani dovremmo avere ben più rispetto del mondo e dell’ambiente che ci circonda: la morte di Kenagh, uccisa dalla peste nera, il petrolio che infesta spesso i mari e le coste, e il disperato tentativo dei gatti di salvarla sono un messaggio fortissimo ad una moltitudine di umani (per fortuna non tutti) distratti e abulici che accettano passivamente lo scempio del pianeta.

Dietro il dramma c’è però la speranza, il sogno: che Zorba possa davvero mantenere la promessa e insegnare a Fortunata a volare. E dovrà farlo da gatto, accettando, anzi non considerando la diversità di Fortunata, ma focalizzando il suo impegno. di insegnarle a volare, senza remore e dubbi, così come dovremmo fare noi umani di fronte a qualsiasi altro essere umano indipendentemente da razza, religione, etnia, indole e da qualsiasi altro parametro che lo possa far apparire “diverso”. Eccolo il secondo, fondamentale, messaggio: è li da cogliere e da trasformare in realtà, poichè razzisti (di qualsiasi specie) non si nasce!

E infine il terzo fondamentale messaggio: è necessario, sempre, comunque, avere fiducia in se stessi, credere che quel sogno si possa realizzare! Applicarsi per capire quali sono le risorse necessarie alla realizzazione del sogno, superare incertezze e mettersi in discussione anche di fronte a paradigmi spesso insormontabili (“La lingua degli umani è tabù…) perché alla fine, vola solo chi osa farlo! E il sogno è dentro di noi, basta trovare il modo di portarlo alla luce, rischiando se serve… Un altro illustre sudamericano, Ernesto “Che” Guevara diceva che: “..se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo pezzo di cuore”. Quanta bellezza in questa frase.

Ricordate che armati di sogni possiamo essere invincibili.

Regalate questo libro ai bambini, non lasciateli soli nella lettura, accompagnateli a realizzare i loro sogni, anche se appaiono impossibili: immediatamente il mondo sarà un posto migliore. Più felice.

SZ

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